LO STREET FOOD TOSCANO SI SPOSTA IN BICI: LA PAZZA IDEA DI GIUDITTA FONATELLI

Intraprendenza, amore per la propria regione e una bicicletta. Su questi tre fattori si è basata la scelta di Giuditta Fonatelli, ex designer di moda a Prato, che ha deciso di cambiare vita ed esportare lo street food toscano ovunque. E lo fa con la sua bicicletta, una Doniselli Furgoncino degli anni Cinquanta, attrezzata per cucinare a bordo piatti tipici e prelibati come la trippa, la pappa al pomodoro, il lampredotto, le lasagne e i dolci toscani. Ecco la sua storia.


Giuditta è sempre stata una grande appassionata di cucina, ma prima di fare il salto decisivo ci ha pensato molto. Dalla moda alla gastronomia: un salto abissale che ha affrontato gradualmente. Dapprima si è iscritta a diversi corsi, tra cui quello dell'Accademia Italiana Chef, poi ha affrontato vari tirocini in ristoranti rinomati come Lo Scoglio, Pepe Nero e Soldano. A quel punto Giuditta ha mollato il suo lavoro ed ha lanciato la sua associazione, Cooking Lab, con l’obiettivo di organizzare corsi e cene sulla terrazza di casa che si affaccia sul centro storico di Prato. Infine, la grande intuizione. Lo street food toscano itinerante, un'attività che concilia la sua passione e la sua dinamicità. E così è cominciata la sua avventura.

La sartoria, l’attività di famiglia, mi portava spesso a relazionarmi con i clienti - ha raccontato Giuditta a Gambero Rosso -  Quando ho deciso di dedicarmi alla cucina, ho capito che per me sarebbe stato impossibile lavorare in una cucina di un ristorante, rinunciando al contatto umano”.

Per realizzare questo grande sogno serviva un mezzo adeguato. E non è stato facile. “Con mio marito abbiamo fatto una ricerca su internet e siamo finiti a Genova per comprare il modello che avevo in mente - spiega ancora - Dopo poco abbiamo trovato una bicicletta con una ruota piccolina sulla parte anteriore adatta a montare il portapacchi: era perfetta. Per allestirla mi sono rivolta a una ditta specializzata che mi ha montato la cucina. A fine aprile era già pronta”.

La domanda più ricorrente dei suoi clienti è:"Ma come fai a cucinare su una bicicletta?". Semplice, non è una normale bici, è una attrezzatissima food bike. “Sulla bici ho un fornello a gas con due piccole bombole, che mi permettono di preparare i miei piatti. Sotto c’è una zona coibentata per il caldo e freddo, in modo da stoccare la merce. Ho anche delle piastre intercambiabili nel caso in cui dovessi cucinare con l’elettricità. Tutto si alimenta con la batteria della bici, tranne per le piastre a induzione che devono essere attaccate a una presa elettrica”.

Cibo toscano, originalità e allegria. Il risultato è garantito. E infatti i primi riscontri sono ottimi. “Le facce felice dei clienti sono il risultato più gratificante per me. Non solo sono tutti incuriositi dalla bici e quindi vengono ad assaggiare le mie specialità, ma mi invitano spesso a cerimonie private ed eventi di street food, sia all’esterno che in ambienti chiusi”.


Fonte Intervista: www.gamberorosso.it