L'EX PATRON DI BELSTAFF PUNTA SU BOLGHERI: NASCE LA CITTÀ DEL VINO

Writer: Giada Bertolini


Il Museo del vino di Bolgheri, che aprirà nell’estate 2017, fa parte di un vasto piano di sviluppo commerciale e turistico portato avanti dal manager Franco Malenotti, ex patron di Belstaff, e dall’amico Gaddo della Gherardesca. Come riporta GQ, Malenotti ha investito ben 12 milioni di euro per la realizzazione di questo progetto che unisce vino e cibo, le eccellenze della regione. La città del vino di Bolgheri entra direttamente nel circuito del turismo enogastronimico italiano, rivalutando la patria dei toscanissimi Sassicaia, Grattamacco e Piastraia. L’allestimento del museo è stato affidato allo scenografo Dante Ferretti che con l’amico Martin Scorsese, oltre a dieci film, condivide anche la passione per il vino. Insieme a un team di cinque persone ha allestito mille metri quadri sviluppati su due piani a Castagneto Carducci, nei quali i visitatori potranno immergersi nelle tradizioni vinicole e gastronomiche di varie epoche, dagli etruschi fino all’Ottocento passando per i romani e il Medioevo. In ogni sala ci saranno degustazioni di cibo e vini ispirati al periodo rappresentato. Inoltre potranno osservare alcune dimostrazioni dei metodi di coltivazione della vite in età pre-cristiana.

L’idea di un polo museale dedicato alla storia del vino locale è stata progettata e realizzata anche in Francia. A Bordeaux il presidente Hollande ha inaugurato a maggio La Cité du Vin, un parco a tema sul vino sviluppato su 10 piani e costato quasi 100 milioni di euro per un lavoro durato sette anni. Malenotti si è impegnato in prima persona per stipulare il gemellaggio con la città francese che verrà celebrato in primavera. Le due città, famose nel mondo per i loro vini pregiati, sono profondamente legate dall’origine dei loro prodotti tipici. Il Bolgheri doc ha origini nobili proprio come quello francese. Il marchese Incisa della Rocchetta, che ha sposato una Della Gherardesca, decise di creare un vino che aveva le stesse caratteristiche del Bordeaux, perché riteneva che in questa terra ci fossero le caratteristiche per farlo meglio. Nacque così il Sassicaia nel 1968. In una sala buia del Museo il visitatore si troverà di fronte gli ologrammi di Gaddo della Gherardesca, dei due fratelli Antinori e del marchese Incisa della Rocchetta e ascolterà la storia dei loro vini. Oltre alla zona intitolata alle grandi famiglie ci sarà spazio anche per agli imprenditori visionari che non hanno ereditato tenute, come Meletti Cavallari e Michele Satta, arrivato a Bolgheri e rimasto colpito da questa terra negli anni Ottanta. Le previsioni stimano 100 mila visitatori l’anno e la possibilità di autofinanziazione grazie agli eventi, alle attività di ristorazione e alle conferenze.