LE SIGNORE DELLA RISTORAZIONE IN TOSCANA

Tre donne, tre personaggi, tre grandi chef. Nel terzo numero di Must Review*, quasi interamente dedicato al gentil sesso, abbiamo incoronato le tre signore della grande ristorazione toscana. Donne capaci con il loro talento di diventare, in modi diversi, veri e propri punti di riferimento in questo settore.


Annie Féolde - Enoteca Pinchiorri

È la prima donna in Italia, nonché la quarta al mondo, ad aver conquistato tre stelle Michelin. Di origini francesi, è però grazie alla lunga esperienza in Toscana – per la precisione a Firenze – che è diventata una delle madame più famose nel settore della ristorazione. Non servono ulteriori presentazioni per capire che stiamo parlando di Annie Féolde, chef e titolare, assieme al marito Giorgio, della mitica Enoteca Pinchiorri di Firenze: unico ristorante in Toscana a fregiarsi delle tre stelle Michelin. La sua storia con la nostra terra inizia alla fine degli anni ‘60 quando, venticinquenne, arriva in Italia con l’intenzione di imparare la lingua. Sbarca a Firenze dove trova lavoro in un ristorante in centro, il Red Bull, dove oggi sorge il Giglio Rosso. Nel frattempo conosce Giorgio Pinchiorri e qualche anno dopo i due rilevano la cantina di un palazzo storico in via Ghibellina: da enoteca, il locale si trasforma in un buffet con stuzzichini da accompagnare ai vini serviti in bicchieri. I primi veri piatti caldi arrivano nel '74: l'ossobuco e le tagliatelle fatte a mano dalla madre di Giorgio, gli antipasti e i dolci secondo la fantasia di Annie. La prima stella arriva nel 1982, l’anno successivo addirittura la seconda. Il 16 novembre 1992, pochi giorni dopo l’annuncio della terza Stella, un terribile incendio devasta la cantina di Firenze. Il disastro piega l’Enoteca ma non la spezza, perché nel 2004 il lavoro e la passione sono nuovamente premiati dalla Guida Michelin con il massimo riconoscimento, eccellenza che da allora non è cambiata di una virgola.
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Giulia Scarpaleggia - Juls' Kitchen
Juls’ Kitchen – Stories and Recipes from Tuscany è un blog di cucina curato da Giulia Scarpaleggia, food writer e food photographer toscana, ma soprattutto insegnante di cucina. Sono state sua nonna e sua mamma a tramandarle la passione per l’arte culinaria, per questo non sorprende che le sue ricette siano tipicamente tradizionali. Ricette che si possono apprendere grazie alle sue lezioni, disponibili anche online, che tiene nel suo studio personale, negli agriturismi o anche nei locali in cui la sua presenza è richiesta. Autrice di ben cinque titoli – Le ricette di mia nonna, I love Toscana, Cucina da chef con ingredienti low cost, Cucina naturale: Frutta, La cucina dei mercati in Toscana – pensa che quel che non dovrebbe mai mancare in cucina è il mestolo di legno. Perché usandolo viene meglio tutto, come dice lei. Le sue ricette sono apparse su The Simple Things, The Foodie Bugle, JamieOliver.com, The Huffington Post, Great British Chef, Great Italian Chef, Manfrotto Imagine and more, BBC Good Food e Corriere della Sera. Insomma, un ottimo esempio di come tradizionale, tipico e casereccio non vogliano dire banale. Parola di Giulia Scarpaleggia. (Leggi il nostro articolo su Juls'Kitchen)

Loretta Fanella - Da pasticciera a chef
Loretta Fanella: un nome che è tutto un programma. Voleva fare la stilista, poi è diventata pasticciera. Ed ora anche chef al ristorante Opéra all'interno del Relais Sassa al Sole a San Miniato, dove firma il menù – sia la parte dolce che quella salata – dal primo dicembre 2016. Ma nonostante il poco tempo ha già mostrato tutta la sua classe. Il Relais è nato nel giugno 2016 e vuol essere un agriturismo di lusso: arredato in stile Belle Époque, conta dodici stanze, un centro estetico e una spa. Mancava soltanto una fuoriclasse dei fornelli. Loretta Fanella, appunto. La prima pastry chef che viene chiamata alla guida di una cucina. Scelta azzardata? Niente affatto. Nemmeno ad un anno dal via, il menù è già strutturato alla perfezione: originale e al contempo capace di far emergere alla grande la personalità gastronomica della Fanella. Vi si assapora infatti un tocco dolce, filo rosso di tutto il percorso professionale della chef. Insomma, una scommessa vincente.