I SETTE TOSCANI DEL BUON RICORDO, LA RETE DI RISTORANTI CHE VALORIZZA IL KM ZERO

Cultura e comunicazione. Questo è stato Dino Villani, inventore di Miss Italia e della Festa della Mamma. Ma oltre che pittore, incisore, gran pubblicitario e critico d’arte, fu anche un visionario amante della propria terra. Si deve infatti a lui l’istituzione del marchio Buon Ricordo, inventato nella primavera del 1964. Marchio al quale hanno aderito tutti quei ristoranti che – dal Nord al Sud – utilizzano prodotti di filiera cortissima e, attraverso piatti tipici, raccontano la cultura enogastronomica del nostro splendido Stivale.

Sono ben sette i ristoranti toscani che fanno parte di questa rete nazionale di locali che porta avanti la cucina made in Italy con ricette a km zero. “L’Osteria di Giovanni” a Firenze, col suo piccione ripieno di salsiccia al finocchio e cavolo nero; e, sempre nella città di Dante, “Il Francescano” col suo “Fritto del convento”: un piatto dove le carni bianche sono protagoniste insieme alle verdure di stagione. Per non parlare de “Il Battibecco” a Impruneta, dove ancor oggi si cucina una pietanza risalente al Quattrocento, il “Peposo alla fornacina”, stufato di carne bollita nel vino rosso e condita con pepe in abbondanza. Senza dimenticare “Da Delfina” di Artimino, sulle colline di Signa nel fiorentino, la “Buca di San Francesco” nell’aretino, “Romano” in quel di Viareggio e l’“Enoteca Del Duca” a Volterra. Tutti con le loro specialità, che permettono non solo di gustare il top della tradizione ma anche di ricevere in omaggio un piatto di finissima fattura.

Perché ogni ristorante che aderisce al marchio Buon Ricordo deve avere nel menù una “specialità”, ossia una portata esemplare del territorio in cui ci si trova. E chi gusta quella specialità riceve in omaggio un piatto in ceramica che ricorda il ristorante e la specialità stessa: un dono per non dimenticare un’esperienza gastronomica unica.