ARTE E CUCINA SI INCONTRANO AL "MUD BAR" DI FILIPPO A PIETRASANTA

Photo: Andrea Moretti


PIETRASANTA (Lucca) - I sogni di Giuseppe Carta. E quelli di Filippo Di Bartola. Insieme a Pietrasanta, fra Sant’Agostino con la grande piazza del Duomo ed il ristorante e cocktail bar Filippo Pietrasanta, Mud Bar, di via Padre Eugenio Barsanti.

Giuseppe Carta è il grande artista che in questi giorni sta esponendo le sue opere nella capitale mondiale della scultura (sono oltre 240 gli artisti che  vivono in Versilia). Filippo Di Bartola vuole omaggiare, con la sua cucina, questo grande artista. Grande anche nelle polemiche visto che il suo monumentale peperoncino esposto di fronte al Duomo sta suscitando un interessante dibattito, fra consensi e qualche ironia.

L'artista è fatto così: poliedrico, non inquadrabile, pronto a scatti vistosi nella sua carriera. Un suo enorme peperoncino è esposto davanti Eataly a  Milano. Una melagrana troneggiava invece sopra il palcoscenico del Teatro del Silenzio, lo spazio che una volta l'anno Andrea Bocelli riempie di spettatori nella sua Lajatico. Al tempo stesso - e qui sta la sorpresa - Giuseppe Carta è stato chiamato, come un pittore del Rinascimento, per eseguire il ritratto di Mario Draghi per la Banca d'Italia. L'attuale presidente della BCE entrerà, come i suoi predecessori nella galleria di Palazzo Koch a Roma dove sono immortalati tutti i Governatori di Bankitalia.

Questo è Giuseppe Carta, la cui mostra si intitola Orti della Germinazione. A firmarla è il grande critico Luca Beatrice, mentre la cura dell'allestimento è dell'architetto Alberto Bartalini, lo stesso che ha disegnato Il Teatro del Silenzio. Intorno alla mostra, che resterà aperta fino all'11 giugno, Filippo Di Bartola ha voluto costruire un evento studiando un piatto dedicato a questa antologica dell’artista da accompagnare con un drink, anche questo ispirato all'Orto di Carta. Un'operazione di grande valenza culturale e non solo turistica che conferma la vocazione di Filippo e del suo nuovo locale - MUD BAR - a confrontarsi con la città ma soprattutto con il milieu artistico che la pervade.

Nasce da questo spirito del tempo “anime provocanti, esperienza sensoriale”. La firma è dello chef  Lorenzo Barsotti e “racconta” di un piatto di animelle arricchito con l'orto: cipolle, peperoncini, peperoni, olive. Un impianto che riflette lo spirito del nuovo ristorante. Il primo in Versilia ad essersi dimensionato come un grande locale metropolitano. Da qui lo spazio concesso al Filippo Mud bar, ovvero al cocktail bar che tutte le sere, fino a tardi, accompagna la clientela con le sue proposte. Insieme al piatto arriva un cocktail firmato dal resident bartender Thomas Cecere con Campari, tintura di Chili, allungato di Lemonade, peperoncino rigorosamente fresco e olii essenziali di limone. Al cliente poi dare il proprio apprezzamento. Nel senso di capire se c'è equilibrio e rispondenza fra piatto e drink, anche in un contesto di una cena importante. Perché le “anime provocanti”  saranno in menù per tutta la durata della mostra insieme all'ormai celebre carta di Filippo. Quella composta da piatti appunto in menù, oppure da creare al momento. E' l'ormai divertente e  accettato “ristorante senza menù” che tanto ama Filippo. Ogni sera sono tre gli ingredienti proposti dallo chef al cliente che ne sceglierà uno intorno al quale la  cucina preparerà la cena.

Un modo per offrire quella novità, quella sorpresa che troppo spesso si perde anche nei grandi locali. E Filippo lo ha capito lavorando in miti come l'Enoteca Pinchiorri di Firenze e  Lorenzo di Forte dei Marmi.  Così ha immaginato questa triangolazione perfetta fra la mostra di Giuseppe Carta, i piatti e i drink del suo locale. Da Pietrasanta, con amore, parafrasando James Bond. Amore per l'arte e la cucina.