AGRITURISMO E NON SOLO: A COLLE DI BORDOCHEO GLI ARTISTI SI RITROVANO

Ci troviamo alle pendici dell’altopiano delle Pizzorne, il baluardo montuoso fitto di conifere e castagneti che protegge la piana di Lucca dai venti del Nord e le assicura la particolare mitezza del clima. Le dolci colline tra Marlia, Segromigno in Monte e Camigliano sono uno scrigno che racchiude innumerevoli gemme, più o meno nascoste, più o meno note: borghi e pievi, ville e fattorie. Incastonata tra il parco di Villa Mansi c'è una tra le più celebri ville della Lucchesia, Villa Torrigiani, coronata dalle splendide architetture delle ville Mazzarosa, Orlando, Bruguier. È situata qui l’Azienda Agricola e Agrituristica Colle di Bordocheo, da oltre sessant’anni di proprietà della famiglia Chelini, dove la vite e l’ulivo sono protagonisti da sempre di questo scenario da idillio rurale. Dei quattro figli di Aldo Chelini, noto industriale nel settore calzaturiero, a condurre l’Azienda oggi è Barbara, che più dei fratelli si è appassionata alla fattoria. “Da tempo avevo un sogno – dice Barbara – ampliare l’idea di accoglienza classica dell’agriturismo, utilizzare questi spazi aperti, energici, e immersi in un’oasi di tranquillità per creare un ambiente di scambio culturale e di creazione”. E così è nata in questo luogo la Residenza d'artista: qui ogni genere di performance è ben accetta e ogni genere di incontro fra arte e pubblico è incoraggiato, perché creativi che trattano anche diversi linguaggi possano vivere tempo e spazio in totale libertà, lontano dal loro ambiente per momenti di riflessione e di ricerca.

Proprio qui sabato 29 aprile scorso si è consumato un evento, organizzato dal grande amico di Must Review* Gianni Mercatali, a metà tra il musicale-artistico e l'enogastronomico. Protagonista il giovane cantautore lucchese, reduce dalle semifinali di X Factor, Andrea Biagioni, il primo  a vivere l'esperienza della Residenza d'artista. Barbara definisce questa operazione “un'idea alternativa e contemporanea di imprenditorialità dove i progetti che nasceranno potranno valorizzare il territorio facendo scorrere nuove energie”. A breve ospiterà un gruppo legato alla Land art, una delle forme più spettacolari d'arte che sembra fatta apposta per le colline lucchesi, anche se magari i suoi esordi sono nel deserto del Negev in Israele o nelle terre arse dell'Arizona. Difficile immaginare per un artista, che canti o dipinga, scolpisca o faccia video, trovare così tanti modelli di confronto, così tanti spunti  visivi e anche olfattivi. Ecco, Bordocheo vuole essere anche questo. Non solo residenza per chi ama la Toscana, ma verifica continua per chi fa arte.

Il vino - Il primo sogno di Barbara era fare vino e olio. Sui 30 ettari complessivi della fattoria, attualmente in conversione da agricoltura integrata a biologica dove a fare da apripista è stato l’olio, sono 10 quelli coltivati a vite, in gran parte di proprietà, ma anche in affitto, coltivati principalmente a Sangiovese, Ciliegiolo, Chardonnay, Merlot, Vermentino e Trebbiano. Si trovano anche piccole parti di Syrah e filari di vitigni come il Moscato d’Amburgo e il Moscato Bianco che conferiscono particolari caratteristiche ai vini dell’azienda. Colle di Bordocheo produce oggi cinque vini: due bianchi, due rossi, un vino da dessert a tiratura limitata. Il Bianco dell’Oca Igt, ottenuto da blend di Chardonnay, Sauvignon e Vermentino, ha ottenuto quest’anno l'Oscar qualità-prezzo dalla Guida del Gambero Rosso, la bibbia italiana al bere bene.

L’olioL’olio di Colle di Bordocheo è il frutto di più di 1600 piante delle classiche varietà toscane, frantoio, moraiolo, leccino e pendolino, curate con tutte le attenzioni dell’olivicoltura biologica: niente trattamenti sistemici, potatura ad anni alterni, campo inerbito, raccolta che parte a ottobre per cogliere fin da subito le caratteristiche migliori del frutto, olive spremute a freddo ogni sera in un frantoio della zona. Nasce così questo olio gustoso ma non aggressivo. È limpido, dal gusto fruttato, intenso e piccante ma non troppo pungente al palato, con una lievissima nota amara e classici sentori di carciofo e foglia di pomodoro. Un olio ricco di polifenoli e di sapore, insomma, ma senza eccessive grassezze e vischiosità, come si conviene al tipico olio delle colline lucchesi, adatto all’abbinamento con pesci, insalate, legumi.